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News
- Parlano di
noi...
Sarà portata a dorso di mulo sul Cucco e collocata
dove era un tempo
La "Croce de Legno" torna sul monte Cucco
“La Croce sarà ricollocata sul monte per iniziativa dell'Università
degli Uomini Originari di Costacciaro”
Euro
Puletti
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Costacciaro -
domenica 24 agosto prossimo, alle 9 di mattina, l'Università degli
Uomini Originari di Costacciaro provvederà
a ricollocare una grande Croce, di legno di castagno, sul monte Cucco.
L'iniziativa, a lungo meditata e preparata dalla locale università
agraria, intende ridar vita, rinnovandola, ad un'antica tradizione,
consistente nella secolare presenza simbolica di una grande croce
lignea, in corrispondenza di quella località, ancor oggi
significativamente detta "Croce de legno". Da tempo imprecisabile,
infatti, gli abitanti di Costacciaro vollero piantare una gran croce di
legno in vista del loro paese,e , da esso, perfettamente visibile, che
fungesse da punto di riferimento spirituale per tutta la comunità
paesana, e la tutelasse dall'alto del suo "monte di casa".
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Il programma
dell'encomiabile iniziativa è così sintetizzabile. Alle 7 ci sarà il
ritrovo a Pian delle Macinare, con l'ascensione, a piedi, fino alla
località "Croce de Legno", al seguito della Croce, trasportata, a dorso
di mulo, su per l'erta e boscosa "Valrachena". Alle 9 avverrà la sua
messa a dimora, in una buca già preventivamente scavata, e la
benedizione della stessa croce, cui farà seguito una piacevole sosta
per la colazione conviviale. Alle 10 inizierà la discesa verso Pian
delle Macinare, sul quale, alle 12, verrà celebrata la messa. Alle 13
sarà la volta del pranzo, a menù fisso da asporto, che potrà essere
prenotato presso il locale ristorante "Il Capriccio" al numero
339-5487140. Nel pomeriggio, si svolgeranno vari giochi sul prato
allietati dalla musica della banda comunale di Scheggia. Un servizio di
trasporto gratuito, messo a disposizione dall'amministrazione comunale,
permetterà ai più anziani, e ai non automuniti, di raggiungere il Pian
delle Macinare, con partenza, alle 9 da tutte le frazioni, e dallo
stesso capoluogo di comune. Il ritorno è previsto attorno alle 18, con
partenza dal Pian delle Macinare e percorso inverso.
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Dopo il NO della Regione parla Natale Vergari,
presidente dell' Università degli Uomini Originari di Costacciaro,
l'Ente che ha dato vita la progetto
Parco vincolato: ecco come rimediare
“L'idea per cercare di 'svincolarsi' dal PER è questa: fare il progetto
'come territorio'”
Gianluca
Marchese
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Era il 1999: le
comunanze agrarie di Costacciaro e Campitello (Scheggia), con i due
Comuni interessati (ai quali si aggiunge anche Sigillo) e l'ingegner
Mario Mariucci
, iniziano a lavorare e progettare l'eolico nelle zone del Parco del
Monte Cucco. si parte dall'istallazione di sue anemometri per
monitorare i siti prescelti
per la realizzazione degli impianti: Pian di Spilli per Costacciaro e
Pian di Rolle per Scheggia. I risultati sono più che buoni e si decide
di andare avanti.Il Comune
di Scheggia fa tutto velocemente e vota subito per la realizzazione del
progetto. A Costacciaro le cose vanno più o meno allo stessa maniera,
anche se la
competenza del progetto rimane all' Università degli Uomini Originari.
a primavera 2004, dopo che molti investitori (anche tedeschi) si sono
già mostrati
interessati e sorpresi positivamente di fronte all'alto grado di
preparazione del progetto, la comunanza agraria di Costacciaro (con i
Comuni di Scheggia,
Costacciaro e Sigillo) cheide alla Regione che nel Piano Energetico
Regionale (PER) non si vieti la realizazione di impianti eolici nei
parchi regionali. come va
a finire ce lo spiega proprio il presidente dell' antico ente di
Costacciaro, Natale Vergari: "Finisce che la Regione, che all'inizio
pareva favorevole, non ci ha ascoltato e il PER vincola il Parco,
bloccando i nostri cinque anni di lavoro. In poche parole il Parco del
Monte Cucco, ancora una volta, non porta a niente, ci toglie anche
questa speranza con l'ennesimo vincolo. Abbiamo fatto tanti sforzi e il
progetto è importante per dare un vero impulso, soprattutto economico,
al nostro territorio."
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ESATTE RIPRODUZIONI
Nelle foto come si vedrebbe l' impianto eolico da Costacciaro.
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E ora che contromosse
avete in cantiere? "Intanto abbiamo inviato un documento alla Regione
con le nostre osservazioni sul PER riguardo all'eolico,nel quale
mettiamo in evidenza l'incoerenza che connota la politica energetica
regionale: nle PER infatti da un lato è preclusa la possibnilità di
costruire impianti eolici,dall'altro ci si impegna a partecipare al
rispetto degli obiettivi concordati nel protocollo di Kyoto (entro il
2010 l'Italia deve abbattere le emissioni di
anidride carbonica del 6,5% rispetto a quelli del 1990; al momento la
previsione dice che arriveremo al 2010 con un bel +14% e ci toccherà
pagare multe salatissime,ndr).
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E in Umbria possiamo
sfruttare esclusivamente l'eolico per produrre nuova energia
elettrica." E come si potrebbe aggirare l'ostacolo? "L'idea per cercare
di
'svincolarsi' dal PER è questa: fare il progetto 'come territorio',
affinchè i soldi rimangano qui. Funzionerebbe così: ho già contattato
della aziende che
costruiscono impianti eolici, ottenendo la loro disponibilità a
produrli ed essere ripagati esclusivamente con l'energia prodotta. In
pratica non ci costerebbero niente al momento;
successivamente ripagheremmo le aziende in 3/4 anni grazie alle entrate
dell'energia pulita prodotta e poi tutto l'indotto rimarrebbe nel
territorio. Le entrate a quel punto
andrebbero metà al Comune di Costacciaro e metà alla nostra Università.
La gente naturalmente condivide in pieno e ci appoggia. Superiamo così
i vincoli del
PER perchè diamo uno sviluppo al territorio in primis e poi perchè non
ci sarebbe impatto ambientale, visto che il progetto sarebbe realizato
gradatamente:
prima una macchina, poi due e così via. Sarebbe insomma semplice
fermarsi al momento opportuno."
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Gli Uomini Originari si riprendono la sede
Progetto di parco eolico a Pian di Spilli
“Costacciaro - Dopo ben trent'anni, ha riacquistato la propria sede
sociale”
Euro
Puletti
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Costacciaro - Dopo
ben trent'anni, l'Università degli Uomini Originari di Costacciaro,
che, con i suoi quasi 800 anni d'età ed i circa 1.600 ettari di
proprietà, è la più antica e una delle più grandi dell'Umbria, ha
riacquistato la propria sede sociale. Il locale medioevale, denominato
"La Caciara", perché vi veniva stoccato e lavorato il formaggio
proveniente dai pascoli del Monte Cucco, è stato inaugurato il quattro
luglio. La cerimonia, che ha dato grande visibilità all'ente montano,
ha visto succedersi alcuni qualificati interventi da parte
dell'assessore regionale alle Attività Produttive Ada Girolamini,
dell'assessore regionale agli usi civici Bruno Moretti, del vice
presidente di Federforeste, Vincenzo Fatica, dell'ingegner Mario
Mariucci, incaricato della realizzazione del progetto di parco eolico
sul Pian di Spilli, del presidente del consorzio "La Faggeta", Gabriele
Lupini, che consocia le università agrarie di Costacciaro e Campitello,
del presidente dell'Università degli Uomini Originari, Natale Vergari,
e del sindaco di Costacciaro Rosella Bellucci.
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Al convegno, ha fatto
séguito una visita alla nuova sede, benedetta dal parroco don Nando
Dormi, e una mostra delle storiche pergamene dell'Università,la più
antica delle quali risale al secolo XIII. L'undici di luglio; si sono,
poi, svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione
dell'Ente. Dei 140 Condomini aventi diritto al voto (risultanti dagli
oltre quaranta ceppi familiari, i votanti effettivi sono stati ben 104.
Altissima è stata, dunque, l'affluenza alle urne. Il verdetto
inappellabile delle urne ha sancito una quasi integrale riconferma
della composizione dell'uscente amministrazione a quindici, con i
riconfermati consiglieri Natale Vergari, Igino Castellani, Mario
Mascolini, Giulio Coldagelli,Carlo Bartoletti, Luigi Coldagelli,
Giovanni Brizi, Gabriele Lupini, Piero Bugliosi, Lucio Coldagelli,
Girolamo Gambucci,
Enrico Alimenti. Nuovi entrati in questo consigliò sono, invece, stati
Celso Bartoletti, Antonio Luchetti, e Ruggero Crivelli. Premiato, sopra
tutti, con il maggior numero di preferenze, il presidente uscente
Natale Vergari, segno palese, questo,della buona amministrazione da lui
condotta dell'Ente dei Condomini, durante il trascorso mandato, con una
grande visibilità ed un sicuro rilancio conferiti, allo stesso
sodalizio, attraverso progetti di notevole rilievo. Oltre alle indubbie
capacità amministrative, va dato atto al presidente Vergari di aver
cercato sempre, e con tutti, di esercitare saggiamente il dialogo e la
mediazione.
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E' disponibile una
galleria fotografica della sede dell' Università degli Uomini Originari
di Costacciaro e il video della Benedizione della sede stessa:
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- PARCO DEL MONTE CUCCO -
COSTACCIARO 29-30 LUGLIO 2006
Grande manifestazione al Pian delle Macinare.
Sigillo 30 luglio 2006
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La
due giorni in montagna tra ambiente e gastronomia, è giunta alla II
edizione. Organizzata dall’Università degli Uomini Originari di
Costacciaro e dall’Antica Civiltà Contadina Antichi Mestieri di
Sigillo, si è svolta al Pian delle Macinare (Costacciaro), facendo
rivivere e soprattutto riconciliare, l’essere umano con la natura.
Il risultato della manifestazione, è negli occhi dei numerosi turisti,
ma soprattutto degli altrettanti giovani ed adolescenti che hanno
potuto accarezzare e cavalcare i cavalli, vedere la mungitura e la
tosatura delle pecore, la trasformazione del latte in formaggio e
ricotta, la polenta con sugo alla pastora e la ribollita di pecora,
piatto che continuiamo a proporre ai ristoranti tipici locali, ma fino
ad ora non lo hanno inserito nei loro menù.
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Gli spettacoli equestri, nella serata di sabato,
sono stati disturbati dal temporale, ma nella giornata di domenica si è
potuto svolgere tranquillamente tutto il programma dei vari concorsi.
Gli oltre 40 cavallerizzi, hanno dimostrato bravura e destrezza:
fantini e cavalli, erano talmente affiatati da sembrare un unico corpo.
Le varie gare di fiteec-ante e di Umbria ippotrekking, sono state
contornate dallo spettacolo folcloristico delle Tamburine di Scheggia e
dai Cantamaggio della Ferba e Villa Col de Canali.In conclusione,
questo tipo di manifestazioni, si fanno soprattutto per le giovani
generazioni, in modo che imparino a rispettare la natura che ci
circonda, poiché è ella stessa, dopo la mamma, che ci da la vita.
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Mi rivolgo ancora una volta ai nostri politici, implorandoli di fare
non uno sviluppo per lo sfruttamento selvaggio del territorio, ma di
far si che il nostro Parco insegni come l’ambiente è fonte di vita e di
rispetto per la natura, che serva quindi a recuperare un legame che in
questi anni si è perso, quello fra gli esseri umani e questo tipo di
rievocazioni.
Tutto ciò serve soprattutto a far capire, quanto è fragile il nostro
mondo se siamo separati da uno steccato di invidia, odio, l’essere
schierato, schedato, ma soprattutto isolato da un mondo di vita breve
ed intenta solo al protagonismo personale, passando sopra a quei valori
che una volta erano il perno portante ed il saper vivere dei nostri avi. |
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Ebbene,
in uno scenario unico come il Pian delle Macinare, il cuore del Parco
del Monte Cucco, vedere tutti quegli attori, cavalli, ovini, operatori,
paesaggio, turisti, bambini, tutti assemblati in un unico scopo, cioè
la riuscita della manifestazione, erano una coesione ben più granitica
di quella del Parco del Monte Cucco. |
Zaia: "Ora progetti unitari per ottenere
finanziamenti"
La sfida di undici comuni
umbro-marchigiani e la comunanza agraria di Costacciaro
“Obbiettivo rendere i nostri territori più competitivi nel quadro delle
opportunità di sostegno economico”
Guido
Giovagnoli
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Il
Distretto Rurale dell’Appennino centrale umbro-marchigiano inizia a
configurarsi. Mercoledì 16 luglio presso l'ufficio del segretario del
municipio di Cagli, alla presenza di sindaci e delegati dei comuni di
Gubbìo, Sigillo, Scheggia, Fossato e del rappresentante della Comunanza
Agraria di Costacciaro denominata "Università degli Uomini originali di
Costacciaro" - per quanto riguarda l'Umbria - e dei comuni di Cantiano,
Acqualagna, Apecchio, Cagli, Frontone, Serra Sant'Abbondio e Piobbico -
per le Marcbe - è stata sancita la nascita del comitato provvisorio
promotore per l'istituzione del Distretto Rurale dell’Appennino
centrale umbro-marchigiano. A comunicarlo è il vice sindaco Carlo Zaia
di Cantiano (comune capofila del progetto) che commenta: Siamo giunti
al traguardo di una tappa fondamentale, in quanto è stato stipulato
l'atto formale di costituzione del comitato Pro-Distretto Rurale. Sul
piano politico vi è una comunità di intenti tra le forze politiche
presenti in Parlamento, le quali concordano sulla visione del distretto
rurale come nuovo e possibile modello di sviluppo dei
tenitori.
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A testimonianza di
ciò vi è la nota, a firma del sottosegretario dì stato alle politiche
agricole alimentari e forestali Antonio Buonfiglio, pervenuta al
sindaco di Gubbio che recita: l’attuazione del distretto rurale
rappresenta uno degli obiettivi del presente governo che in esso
individua io strumento necessario per una effettiva ripresa
socio-economica della Nazione oltre che delle aree interne investite da
problematiche dì marginalità e di declino. Inoltre, per la parte
parlamentare che si oppone all'attuale governo, vi è l'impegno assunto
pubblicamente dall'onorevole Massimo Vannucci di fare in modo che nella
prossima Finanziaria venga recepita la sentenza della corte
costituzionale che attribuisce ai comuni la possibilità di aggregarsi e
di istituire i distretti rurali". Perché un comitato
provvisorio? "Avrà due anni di tempo per realizzare il progetto
Distretto Rurale dell'Appennino centrale umbro-marchigiano i cui
obiettivi principali sono rendere i tenitori maggiormente competitivi
nel quadro delle opportunità di sostegno finanziario previste da alcune
specifiche norme e programmi il livello nazionale ed europeo ed essere
un nuovo ambito in cui sperimentare una torma innovativa di
aggregazione e cooperazione tesa ad un miglioramento della
pianificazione e della gestione delle risorse territoriali. Il Comitato
promotore agirà da subito per realizzare un congruo ampliamento dei
tenitori coinvolti così da potenziare di fatto il progetto. I prossimi
passi da compiere saranno quelli di convocare in tempi brevi
l'assemblea dei comuni soci fondatori al fine di poter essere operativi
sin da subito, e di aderire al comitato Tandri che è l'associazione dei
distretti rurali italiani. La firma di questo atto che aggrega 11
comuni più una comunanza agraria è di fondamentale importanza perché
comunque ci fornisce la possibilità di presentare, sin da oggi,
progetti unitari che incrementano le possibilità di ottenere ingenti
finanziamenti da destinare allo sviluppo e alla crescita dei nostri
territori".
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TURISMO ENOGASTRONOMICO
Antiche tradizioni
La Transumanza affascina ancora
Questa meravigliosa e riuscita manifestazione vuole
dimostrare come un borgo antico, come il Comune di Costacciaro, riesca
con il solo volontariato a creare un grande evento.
Walter Facchini
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L'
Università degli Uomini Originari, che da millenni salvaguardano
l'integrità del territorio con leggi ferree, tramandate di generazione
in generazione, con il suo statuto preserva un' egida morale ove
insegna il rispetto per l'ambiente, l'unica arma di sopravvivenza per
un futuro imperniato sulla pastorizia e sulle coltivazioni ti tipo
tradizionali. L'antica civiltà contadina antichi mestieri, gelosa
custode dei segreti millenari, vuole insegnare come per preservare
questo pianeta il metodo giusto sia comprendere che "nulla si crea,
nulla si distrugge, ma tutto si trasforma" con corsi programmati per le
giovani generazioni. Si propone di insegnare l'arte di adeguare la
propria vita intorno al proprio ambiente. La collaborazione fattiva
dell' Umbria
Ippotrekking, gli sbandieratori di Gualdo Tadino contornano
questa meravigliosa serata di mille colori.
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La transumanza è la migrazione
stagionale delle greggi.
E' un'usanza quasi completamente caduta in disuso,
sopravvive solo in poche regioni d'Italia.
Prevede - durante la stagione invernale - lo spostamento
delle greggi dalle zone collinari e montane verso i litorali
pianeggianti, e viceversa nel pieno della stagione estiva.
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Si
ringrazia per questo evento:
Il presidente dell'Università degli Uomini Originari
di Costacciaro : Vergari Natale
Il presidente dell' Antica Civiltà Contadina antichi
mestieri : Menichetti Milvio
L'organizzatore del palio delle regioni: Landi Alvaro
Il Sindaco di Costacciaro: Rossella Bellucci
...
e tutti quelli che hanno partecipato per far si che
quest'evento riuscisse al meglio...
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Antiche tradizioni
Festa per il vecchio "Travaglio"
L'antico utensile è stato restaurato.
Elisa Venturi
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RANCANA
- COSTACCIARO Una festa per l'inaugurazione del travaglio di Rancana.
Domani l'Università degli Uomini Originari di Costacciaro si riunirà
alle 15.30 al circolo della Scuola di Rancana, prima dell'attesa
inaugurazione, alle 17, con la benedizione di Don Ubaldo Braccini.
"Questo è l'ultimo travaglio pubblico - spiega il Presidente
dell'Università Natale Vergari - ancora presente nel territorio del
Comune di Costacciaro. E' un simbolo della cultura
tradizionale locale al quale questo Ente è fortemente legato,
per questo si è fatto carico del suo restauro". Il travaglio è,
infatti, uno strumento ormai in disuso utilizzato dalla civiltà
contadina, fino all'inizio degli anni ottanta per la ferratura dei
bovini. Il maniscalco interveniva anche sull'unghia dell'animale, che
era l'unico mezzo per lavorare, oltre che fonte di reddito, persino
cercando in alcuni casi di correggerne i difetti di andatura con
l'applicazione di piastre.
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Travaglio L'utilizzava
il maniscalco.
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Questo
residuo di un metodo di lavoro ormai scomparso è nella frazione
di rancana, ma si trovava in condizioni di abbandono, per questo
l'Università degli Uomini Originari di Costacciaro
Si ringrazia per questo evento:
Don Ubaldo Braccini
Il presidente dell'Università degli Uomini Originari
di Costacciaro : Vergari Natale
Il presidente del Consorzio Forestale "La Faggeta" : Lupini
Gabriele
... e tutti quelli
che hanno partecipato per far si che
quest'evento riuscisse al meglio...
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Il bilancio con il presidente Natale Vergari a fine
mandato
“Serve lavorare insieme a enti e associazioni”
Valorizzazione del territorio, priorità da 700
anni.
Elisa Venturi
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Ci
sono momenti piu difficili di altri. In
quei
momenti si apprezza di piu la semplicita e la capacita dei nonni di
adattarsi a una vita fatta di cose povere, ma piene di significato. In
certi momenti si apprezzano la costanza e la determinazione di chi c'e
stato sempre, ma senza far chiasso. Da secoli l'Universita degli Uomini
Originari di Costacciaro lavora per lo sviluppo del territorio, uno
sviluppo nel segno del rispetto: dell’ambiente e dei valori. "La
piccola goccia scava la pietra e la frase che ci rappresenta - spiega
il presidente dell’Universita Natale Vergari -. Perche sottolinea,
contemporaneamente, la continuita e l'efficacia delle idee, delle
attivita e delle azioni intraprese negli ultimi anni. La nostra
perseveranza sta modellando il nostro territorio, plasmandolo con le
mani della lungimiranza e con la consapevolezza che i valori da cui e
nata l'Universita 700
anni fa non vanno dimenticati e, anzi, sono le fondamenta sulle quali
costruire il futuro”.
Dopo 5 anni di amministrazione, l’Universita ha eletto il suo nuovo
direttivo.
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La sede
dell’Università degli Uomini
Originari di Costacciaro
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La sala del Consiglio
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Si
incontreranno in settimana per definire gli incarichi, ma i 15 eletti
ci sono gia:Natale Vergari, Gino Castellani,
Mario Mascolini, Antonio Luchetti, Carlo e Celso Bartoletti, Piero
Bugliosi, Enrico Alimenti, Luigi e Giulio Coldagelli, Girolamo
Gambucci, Gabriele Lupini e tre ragazzi giovani (Matteo Coldagelli,
Ilaria Vergari e Roberto Cianfichi). E con il nuovo che avanza, per il
direttivo
uscente e tempo di
bilanci. “A caratterizzare questi anni - spiega Vergari - e stata piu di
tutto
la capacita di lavorare insieme. Convinti che l’unione faccia la forza,
ci siamo impegnati in progetti intercomunali, collaborando con enti e
altre associazioni. Abbiamo aderito, per esempio, ai distretti rurali
dell’Appennino umbromarchigiano”. Insieme al consorzio forestale La
Faggeta
hanno cercato di
contribuire al miglioramento dell’economia servendosi di manodopera
locale,
ove possibile, per progettazione, esecuzione, rendicontazione e
gestione economica. Oltre
all’acquisto di tutti gli strumenti e il
materiale necessario, tra i vari interventi eseguiti o in corso
d’esecuzione, poi, c’e la partecipazione al 50% per l’allaccio della
linea Enel a Pian delle Macinare e Pian di Spilli e per il
potenziamento dell’illuminazione del campo sportivo di
Costacciaro. A Pian di Spilli, inoltre, si stanno occupando della
ristrutturazione del rifugio
del pastore.
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Nella volonta di potenziare il circuito turistico
del Monte Cucco, sono anche le
strutture e infrastrutture realizzate a Pian delleMacinare, per
l’Universita, ma da La Faggeta (lo stesso e avvenuto per la pista
forestale di Val Rachena e il taglio di 42 ettari d’alto fusto nella
stessa zona e a Col d’Orlando), le poste per cavalli a Pantanella,
pensate per lo sviluppo del turismo equestre soprattutto, la
partecipazione ad alcuni eventi e manifestazioni tesi alla conoscenza e
allo sviluppo del territorio e la ostruzione di un sito
internet. Nell’attenzione
al territorio rientra anche la realizzazione di un
piano di gestione forestale per lo sfruttamento sostenibile dei boschi.
“Per
costruire il futuro occorre guardarsi indietro. L’Universita e nata
come una cooperativa di contadini che ha messo insieme tutto quello che
aveva per acquistare le terre dai grossi latifondisti. A distanza di
700 anni, ha ancora buone ragioni per esistere”. |
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Progetto Parco Eolico
"Spilli"
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“Il ministro Zaia ha acceso l’albero nella piazza
davanti la basilica”
Flavia Pagliochini
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ASSISI – Un vento sferzante ha salutato
ieri sera l’arrivo del ministro
alle politiche agricole e forestali Luca Zaia ad Assisi per accendere
l’albero di Natale dell’ agricoltura, il primo in 800 anni allestito
nella piazza inferiore della Basilica di San Francesco, un abete di
13.50 metri tagliato dal Monte Cucco, donato e portato fino ad Assisi
dall’Università degli uomini originari di Costacciaro su invito di
FederForeste e addobbato dai mastri oleari umbri, sotto al quale sono
stati raccolti i doni del mondo agricolo e agroalimentare italiano agli
indigenti.
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Salumi, olio, formaggi e frutta (”il segno
– ha detto Zaia – di quanto
generosa sappia essere la terra e coloro che la lavorano”) arrivati da
tutte le regioni italiane attraverso i consorzi, raccolti grazie
all’associazione italiana Consorzi Indicazioni Geografiche e consegnati
nelle mani del Custode del Sacro Convento dei francescani, padre
Giuseppe Piemontese, che ha aperto la cerimonia preceduto dal canto dei
bambini del Coro “Allegre Note”. Zaia ha sottolineato “la straordinaria
generosità dell’agricoltura italiana in un anno difficile per tutti,
chi meglio di San Francesco può diventare simbolo dei contadini e del
loro sudore? Facciamo dunque di Assisi il luogo d’elezione di tutto il
mondo agricolo, da Assisi l’agricoltura italiana deve ripartire per
ritrovare le sue radici”. “A nome mio personale e dei frati, dei poveri
e dei devoti di S. Francesco – ha detto invece Piemontese – ringrazio
gli agricoltori italiani, il ministro Luca Zaia, e a tutti i presenti
“per il gesto di fede e di amore compiuto, per aver voluto ancora una
volta porre ai piedi di S. Francesco le proprie speranze e le nobili
aspirazioni”. |
| Il Custode ha anche invitato i credenti e
non credenti “a
riscoprire il significato del Natale, ad allestire presepi, a
ripristinare i simboli della tradizione cristiana del Natale. In
quest’anno particolarmente difficile – ha aggiunto – a causa della
crisi economica e della grave disoccupazione, di un dialogo incerto tra
forze politiche e sociali, dell’accresciuta litigiosità tra persone,
gruppi e fazioni e per la disattenzione ai valori umani e religiosi,
abbiamo voluto innalzare, come simbolo di speranza, l’albero di Natale
e il presepe al centro di questa piazza”. La natività in legno è dono
del Laboratorio Arte Sacra di Conrad Moroder, uno dei maggiori artisti
della Val Gardena: scolpito a mano in legno di tiglio, il presepe è
decorato con colori a olio ed è composto da 15 statue alte ciascuna 50
centimetri. |
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Gestione affidata all’Università degli
uomini originari di Costacciaro
Elisa Venturi
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In
pratica manca solo la neve. Il sindaco di Costacciaro Rosella Bellucci,
l'assessore provinciale allo Sport Roberto Bertini e il presidente
dell'Università degli Uomini Originari diCostacciaro Natale Vergari
hanno siglato
l’accordo, con protocollo d’intesa, che permetterà all’area del Monte
Cucco di dotarsi, da dicembre, di nuove piste di sci da fondo che
saranno operative grazie a un gatto delle nevi e ai gestori locali
degli impianti. Anche il Monte Cucco, quindi, entra nel progetto della
Provincia di Perugia di realizzare un comprensorio per sport invernali
ed estivi. Già spazio eletto per volo libero, escursioni e passeggiate
a cavallo, il Monte Cucco diventerà meta di turisti e sportivi anche
nel periodo invernale. Con un testimonial d’eccezione:
testimonial del progetto, infatti, è la campionessa di sci da fondo
Manuela Di Centa.
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“Qui il
fondo ha una tradizione - spiega il sindaco Bellucci -. Pian
delle Macinare è una zona facile da raggiungere e, forse anche per
questo, ha avuto una lunga tradizione che la Provincia ha voluto
recuperare”.
L’iniziativa, infatti, è stata fortemente voluta
dal presidente
provinciale e dalla sua giunta. "Con questo accordo - ha spiegato
l'assessore Roberto Bertini - consentiamo all'area del Parco di
Monte
Cucco di essere adatto ad accogliere sportivi in ogni stagione. Piste,
rifugi e prodotti tipici del territorio saranno gli elementi su cui la
Provincia,
anche a Costacciaro, vorrà poggiare la sua politica turistica e
sportiva". “Un atto importante - secondo la Bellucci - per la
valorizzazione di questo territorio e di questo comune, che negli anni
si è specializzato nell'accoglienza di sport all'aperto. Andiamo a
inserire nuovi impianti nell'offerta sportiva e ciò può soltanto andare
a vantaggio dell'economia locale. |
Da
parte nostra, ci siamo
immediatamente
assunti l’impegno di aprire la strada comunale
che
porta a Pian delle Macinare, con lo spazzaneve con turbina che abbiamo
a disposizione". A gestire direttamente le piste, invece, sarà
l'Università degli Uomini Originari
di Costacciaro, che gestisce gran parte del Monte
Cucco.
Il presidente Natale Vergari ha confermato la massima disponibilità per
rifugi, impianti e future collaborazione per la valorizzazione
della montagna. Un’offerta, quindi, che si arricchisce e si fa più
varia, accontentando
tutte
le esigenze. “Ci sarà - continua il sindaco - un pista che gira attorno
al rifugio e una, bellissima, lunga circa 8 chilometri. Siamo già al
lavoro, impegnati con la segnaletica e le attrezzature”. In attesa
della neve, insomma. E
con uno spioncino per evitare viaggi a vuoto.
“Ci sarà la possibilità di monitorare lo stato delle piste tramite una
webcam puntata sulla piana”. |
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Padre Piemontese: “Abbiamo voluto innalzare un
simbolo di speranza”. In piazza anche un presepe di legno scolpito nel
legno Il ministro Zaia: “Chi meglio di san Francesco può diventare
simbolo dei contadini?”
Umberto Maiorca
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ASSISI
– “Chi meglio di San-Francesco può diventare simbolo dei contadini e
del loro sudore?”. E’ quanto afferma il ministro dell’agricoltura, Luca
Zaia, in occasione della cerimonia per l’accensionedell’ “Albero di
Natale dell’agricoltura” nella piazza della basilica inferiore di San
Francesco.
“Siamo immersi nella bellezza di uno dei luoghi storici della
cristianità – sottolinea Zaia – un luogo dove celebriamo anche la
varietà e la qualità del giacimento agroalimentare italiano, figlio dei
nostri territori e della nostra agricoltura. Ed è da Assisi – prosegue
– che l’agricoltura italiana deve ripartire per ritrovare le sue
radici”. “Siamo convinti – continua il ministro – che in Italia esista
oggi una vera e propria questione di ‘senso’ che riguarda anche la
nostra agricoltura. I territori del nostro Paese hanno tratto le loro
radici più profonde dall’agricoltura, che a suavolta le trae dalla
cristianità”. |
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“Questo
– aggiunge Zaia – ci ha tramandato San Francesco che, insieme
ai suoi, ha respirato l’aria contadina, vivendo a contatto con la
natura e condividendo con la gente il lavoro ai campi. Chi meglio del
Santo – chiede Zaia – può diventare simbolo dei contadini e del loro
sudore? Facciamo dunque diAssisi il luogo d’elezione di tutto il mondo
agricolo”.
Il custode del Sacro Convento di Assisi, padre Giusep pe
Piemontese, in occasione della cerimonia per l’accen sione dell’“Albero
di Natale dell’agricoltura”, avvenuta ieri sera alla presenza del mi
nistro Luca Zaia, ha invitato “credenti e non credenti a riscoprire il
significato del Natale, ad allestire presepi, a ripristinare i simboli
della tradizione cristiana del Natale”.
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“Quest’anno
– ha detto
ancora il padre custode – tempo particolarmente difficile a causa della
crisi economica e della grave disoccupazione, a causa di un dialogo
incerto tra forze politiche e sociali, a causa dell’accresciuta
litigiosità tra persone, gruppi e fazioni, e infine per la
disattenzione ai valori umani e religiosi, abbiamo voluto innalzare,
come simbolo di speranza, l’albero di natale e il presepe al centro di
questa piazza”.
“E’ la prima volta in 800 anni – ha detto il
direttore della sala stampa del Sacro Convento, padre Enzo Fortunato –
che nella piazza della basilica inferiore di San Francesco viene
allestito un albero di Natale”. L’abete è stato donato alla comunità
francescana da Federforeste e addobbato per l’occasione dai mastri
oleari umbri. Sotto l’albero, alto 13,50 metri e pesante 10 quintali,
sono stati raccolti i doni del mondo agricolo e agroalimentare italiano
agli indigenti. Doni arrivati da tutte le regioni italiane, attraverso
i consorzi, raccolti grazie all’associazione italiana Consorzi
indicazioni geografiche. |
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RIEVOCAZIONE Dal 2 al 4 luglio L’Aquila al Cucco
Euro Puletti
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Magari
un giorno è stato proprio così.
Un salto nel passato, quello dell’antica Roma
padrona del mondo, è quello pensato dall’Università degli Uomini
originari di Costacciaro per il prossimo weekend. Dal 2 al 4 luglio,
infatti, Pian delle Macinare sarà lo scenario di L’Aquila di Roma,
l'evento di rievocazione storica che prevede l'allestimento di un
accampamento di legionari romani della Legio X Gemina pfd
dell'associazione culturale S.P.Q.R. di Roma. Un gruppo decisamente
ferrato in materia, visto che collabora continuamente con la
trasmissione Ulisse di Alberto Angela nella ricostruzione della Roma
del I secolo. Oltre a questo, poi, ci saranno 3 accampamenti di
guerrieri celti, gli Utis bedo, i Lupi neri e ilClan del lupo e della
civetta. |
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 Accampamenti battaglie e scene di vita a Pian delle Macinare |
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Gli accampamenti saranno visitabili per
tutto il venerdì pomeriggio, il
sabato e la domenica fino alle 18 quando terminerà l'evento.
All'interno degli accampamenti, i visitatori potranno osservare le
attività tipiche dei legionari romani e dei guerrieri celti, conversare
direttamente coi rievocatori
chiedendo curiosità e notizie storiche,
osservare il museo del legionario romano con l'intero equipaggiamento
del soldato e provare a indossare i vari elementi. I legionari
disporranno sul campo anche 3 macchine da guerra romane, ricostruite
basandosi su fonti storiche e perfettamente funzionanti: lo scorpio, la
ballista palintona e l'onager. |
Nel campo dei celti, inoltre, si potrà
osservare il bancone dell'erborista e
parlare coi celti dell'impiego
delle varie erbe medicinali, coi componenti dei gruppi della loro vita
e con le donne della figura femminile nel loro
mondo. Sabato
pomeriggio sarà rievocato uno scontro militare tra romani e celti in
campo aperto, mentre domenica pomeriggio a essere
simulata sarà
un'imboscata dei Celti contro una colonna Romana in marcia. I gruppi
coinvolti sono esperti nei loro campi rievocativi: i Celti collaborano
ad allestimenti e rievocazioni storiche del periodo e l'associazione
culturale S.P.Q.R. fa parte del Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche
e collabora con le maggiori tv del mondo nella realizzazione di
documentari sulla Roma Imperiale
del I secolo. Per informazioni:377-2513091. |
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