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Consorzio Forestale "La Faggeta"

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CONTATTI DEL CONSORZIO FORESTALE LA FAGGETA.



- Il Consorzio Forestale "La faggeta"

    In data 10 Maggio 2004, l'Università degli Uomini Originari di Costacciaro ha costituito, insieme alla "Comunanza Agraria di Campitello", il Consorzio Forestale "La Faggeta", con natura privatistica per la gestione associata e imprenditoriale della proprietà fondiaria conferita. Esso si occupa della cura, della tutela e della valorizzazione del territorio. In particolare promuove e sostiene una efficiente Gestione Forestale Sostenibile (GFS) delle superfici forestali atte anche a favorire la biodiversità. Promuove pratiche colturali e tecniche di produzione rispettose dell' ambiente e del benessere degli animali. Per favorire e facilitare il raggiungimento degli scopi istituzionali, aderisce, partecipa e sostiene l' Unione Nazionale dei Produttori Forestali denominata "Consorzio Nazionale per la Valorizzazione delle risorse e dei Prodotti Forestali" e la relativa articolazione associativa ed organizzativa a livello Provinciale, Regionale e Interregionale.

 

- Inquadramento di sintesi dell' area del Consorzio.


Il Consorzio Forestale La Faggeta, ricade all’interno del Parco Regionale del Monte Cucco, sito in Provincia di Perugia, nella zona nord-orientale dell'Umbria; il suo territorio, interessa parte dei Comuni di Costacciaro e Scheggia e Pascelupo, che rientrano nella Comunità Montana Alto Chiascio; nel territorio di Costacciaro. l’area del Consorzio è il diretto confine con la Provincia di Ancona (Regione Marche).
Attestandosi sui rilievi del sistema appenninico, il Consorzio, occupa 1.727,14 ettari di territorio, circa il 16,47% dell'area Naturale Protetta del Monte Cucco, ed è interessato dalla presenza di 4 S.I.C. che ricoprono circa il 65% del suo territorio. Del Consorzio fanno parte l’Università degli Uomini Originari di Costacciaro e l’ Università Comunanza delle Famiglie di Campitello. Nei due comuni insistono diverse proprietà appartenenti a Università e Comunanze Agrarie che fino ad ora si “limitano” a regolare gli usi civici del loro territorio. Queste realtà, dispongono complessivamente di una superficie di 2.285,42 ha., ripartiti tra i 642,62 ha. ricadenti nel Comune di Scheggia e Pascelupo e i 1.642,80 ha. nel Comune di Costacciaro. Nel comune di Scheggia e Pascelupo, insistono tre Comunanze: Università Comunanza delle Famiglie di Campitello che possiede 83,70 ha., il Consorzio dei possidenti di Isola Fossara che ha una proprietà di 447,50 ha. e l’Amministrazione separata dei beni di uso civico di Valdorbia che dispone di 111,42 ha. Unica, invece, ma estesa alla quasi totalità del territorio comunale a monte della Flaminia, la Comunanza di Costacciaro, denominata "Università degli uomini originari di Costacciaro", la cui proprietà ha un estensione di 1.642,80 ha., e ricomprende tutto il massiccio del Monte Cucco e l’omonima famosissima grotta. Di cospicua entità, per il resto dell'area collinare e montana, all’interno del Parco del Monte Cucco, risultano le proprietà comunali di Fossato di Vico, Sigillo, Scheggia e Pascelupo, che ammontano complessivamente a 4.036,27 ha.
L'inquadramento dell'area in un contesto più ampio, consente di cogliere le molteplici relazioni stabilite con il territorio circostante.
Quest’area è ricca di zone particolarmente pregiate dal lato paesaggistico e ambientale, infatti, nel Piano Urbanistico Territoriale (P.U.T.) della Regione dell’Umbria è individuato come: "Aree di particolare interesse naturalistico e ambientale" (art.6 delle Norme Tecniche di Attuazione).
Le vette del M. Motette (1.331 m) e del M. Cucco (1.556 m) che caratterizzano il territorio del Consorzio, hanno visto in passato il diffondersi degli insediamenti religiosi dell'ordine camaldolese (le abbazie di Sitria e di S. Emiliano in Congiuntoli ne sono una notevole testimonianza), anche l’eremo di San Girolamo è utilizzato tuttora a questo scopo.
Anche l’agricoltura è l’allevamento hanno caratterizzato questi luoghi, lasciando in eredità alcuni prodotti “tipici” di questo territorio. Questo evidenzia la notevole possibilità di riproporre dei “cammini” lungo le vie percorse anticamente dai santi e dai beati che qui vi hanno vissuto, e degli itinerari, ecc., del gusto e dei prodotti.
Quest’area risulta molto ricca di risorse storico-culturali e naturalistico-ambientali, conferma ne è anche, la notevole diffusione sul territorio circostante. I centri come Gubbio, Gualdo Tadino, Fabriano, Valleremita, Serra S. Abbondio, Frasassi, Cantiano e Cagli, sono caratterizzati da una consolidata presenza turistica, come pure i non lontani centri artistici umbri e marchigiani quali Assisi, Perugia, Città di Castello, Fossombrone, Urbino; tutto ciò fa supporre che vi sono notevoli potenzialità di sviluppo legato al turismo non solo naturalistico.
La viabilità e garantita principalmente dalla via Flaminia che rimane ad ovest del territorio e si estende da nord verso sud; questa è la principale direttrice viaria che da secoli, fino ai giorni nostri a garantito il collegamento con Roma e con Fano. Alla Flaminia, si allaccia nel centro abitato di Scheggia la strada provinciale che viene dalla città di Gubbio, e che poi continua passando per Isola Fossara, fino a giungere a Sassoferrato in Marche. L’altra direttrice che interseca la via Flaminia, è la SS. 76 Val d'Esino, che è circa 10 chilometri più a sud, nel territorio del Comune di Fossato di Vico si sviluppa in direzione est e collega il quest’area con la città di Fabriano in Marche.
Il territorio in questione, ricade in zona ex art. 23 reg. CE/950/97, ed è ricompresso nell’Area Obiettivo 2 dei fondi strutturali europei, nonché nell’area rurale Leader plus dell’Alta Umbria.
 

- Inquadramento geo-oro-idrografico ed amministrativo.


Il territorio del Consorzio Forestale La Faggeta, si estende sulla dorsale dell’Appennino Umbro-Marchigiano tra il bacino eugubino ad ovest, e il bacino marchigiano interno ad est.
La superficie totale dell’area del Consorzio è, come già sottolineato, di 1.727,14 ettari ed è interessata per circa il 65% da S.I.C.; la proprietà dell’Università degli Uomini Originari di Costacciaro è di ettari 1.642,80, è riunita in un solo grosso accorpamento, che si estende a Nord-Est del territorio Comunale. Confina a Nord con il Comune di Scheggia e Pascelupo, a Ovest con la S.S. n°3 Flaminia (alla distanza di circa m 200), ad Est con la Regione Marche e a Sud-Est con il Comune di Sigillo. L’intera proprietà è caratterizzata da Monte le Gronde  (1.373 m.s.l.m.), Monte Cucco (1,566 m.s.l.m.), fino a scendere a quota 542 m.s.l.m. dal alto della S.S. n° 3. Si accede alla proprietà da alcune strade secondarie che si dipartono dalla S.S. n°3, ma le due vie di penetrazione più importanti sono quelle che innestandosi, la prima dal centro abitato di Costacciaro, conduce fino al Pian delle Macinare dove è presente il “Rifugio Mainardi”, attraverso Campo la Croce, e la seconda, dal centro abitato di Scheggia, al km 212 della S.S.n°3, che porta sempre al Pian delle Macinare, ma attraversando il Pian di Spilli (1.146 m.s.l.m.) e Sassopecoraro (1.262 m.s.l.m.). l’altitudine minima è di circa 600 m, l’altitudine massima è di m 1.566, l’altitudine media è di 950 m.s.l.m., l’esposizione predominante è Sud-Ovest; la superficie forestale è di ettari 920,31, di cui 220,64 ettari ad alto fusto e i restanti 699,67 ettari a bosco ceduo.
Il bosco d’alto fusto è costituito prevalentemente da faggio e da pino nero d’Austria; in alcuni casi è stato introdotto l’abete Douglas e l’abete greco. Il bosco ceduo è costituito prevalentemente da faggio circa il 50%, carpino circa il 25%, roverella circa il 20% e il cerro circa il 5%. La proprietà è localizzata su carte I.G.M. al Fog. 21 del Vol. II.
La proprietà dell’ Università Comunanza delle Famiglie di Campitello risulta frazionata in due accorpamenti ubicati il primo ad Ovest del centro abitato di Campitello ( 650 m.s.l.m.) alla distanza di circa 0,200 km, il secondo accorpamento si trova ad Est dello stesso abitato a circa 4,00 km. Comprende le località di Monte Calvario (949 m.s.l.m.) versate Est, il monte Motette (1.100 m.s.l.m.) versante Nord (costa Fosso Lupo). Confina ad Ovest e a Sud con la proprietà Comunale, a Nord, nei pressi del Torrete Sentino.
L’altitudine minima è di m 250, quella massima è di m 1.100, quella media è di m 750; l’esposizione predominante è a Nord, Nord-Est. L’accesso avviene dalla strada Ponte Calcara-Campitello, per la zona del Monte Calvario, e dalla S.S.360, all’altezza della località Valdorbia. La superficie forestale è di 81,48 ettari, tutta a bosco ceduo costituita prevalentemente da cerro, circa il 60%, carpino circa il 30% e faggio, circa il 10%. Questa superficie è localizzata sulle carte I.G.M. 1:25.000 ai Fogg. 20 e 21 del Vol. II.
Le cime più alte del complesso montuoso, da nord a sud, comprendono Monte Motette (1.331), il Monte Le Gronde (1.373) e il Monte Cucco (1.566), mentre le valli periferiche si trovano intorno ai 600 m.. Dal punto di vista geologico le rocce costituenti i rilievi sono caratterizzate da substrati mesozoici a base carbonatica, marnosa ed in combinazione fra le due; queste formazioni sono il calcare massiccio, la corniola, il rosso ammonitico,la maiolica, gli scisti a fucoidi e la scaglia rosata. Tale struttura ha determinato una morfologia molto compatta e deformata, i rilievi sono delle sinclinali, offrendo una notevole resistenza agli agenti atmosferici, caratteristica comune all’area infatti sono le profonde gole, che incidono lateralmente i rilievi, e le rupi a strapiombo.
Il paesaggio vegetale, ad un primo sguardo, risulta piuttosto omogeneo essendo costituito da boschi e, soprattutto sui rilievi, da pascoli. Scrutando meglio le sue valli, i suoi fondovalle ed i suoi versanti si scopre invece la complessità del paesaggio vegetale costituito da un mosaico di numerosi elementi la cui distribuzione segue alcuni dei fattori che contribuiscono a tale varietà biologica; l’alternarsi di calcari compatti e puri con litotipi stratificati e marnosi, che qui si esaltano con morfologie da “monumenti geologici”, esposizioni soleggiate con versanti ombrosi, pendii rupestri o molto acclivi con aree semipianeggianti, impluvi freschi con espluvi aridi, cui l’uomo ha aggiunto, nel corso dei secoli, ulteriori elementi con la sua azione modificatrice.
“Ogni tentativo di interpretazione fitogeografica e di ricostruzione delle formazioni forestali riesce molto difficile in seno all’arco appenninico, sottoposto ad un’antropizzazione intensa e plurimillenaria”, così scriveva Vittorio Marchesoni nella Lettura tenuta nell’adunanza del 16 Maggio 1959 dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali (1); sin dal Neolitico l’uomo ha profondamente modificato il territorio e di conseguenza l’assetto della vegetazione, aprendo radure sempre più grandi nel manto forestale, per la creazione di aree agricole, pascoli e insediamenti urbani.