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Università Comunanza delle Famiglie di Campitello


L'origine della Comunanza risale al sec. XVII, come si deduce da un "Istromento
del Notaio pubblico di Scheggia Bonifazi Sebastiano in data II aprile 1600 in
cui il Rettore della Chiesa di S. Maria in Campitello, Reverendo Don Antonio
Pollinari, cedeva per ragioni di livello ed in enfiteusi a favore di detta
Chiesa, all'Università delle famiglie di Campitello...il terreno V° Costa di
Borgo (Mergone) e il diritto di pascere e legnare, per l'uso soltanto delle
famiglie di Campitello su tutti i beni della detta Chiesa".
Il testo completo del documento è riportato nello "Statuto e regolamento di uso
di beni sociali per l'Università o Comunanza agraria di Campitello", conservato
nel fondo relativo, privo di data ma redatto in periodo fascista.
Come si deduce dallo statuto sopra citato, la Comunanza fu costituita proprio in
esecuzione all'atto di cessione del notaio Bonifazi e l'amministrazione fu
disciplinata in origine con apposito statuto, deliberato dall'assemblea generale
nelle sedute 7 luglio 1895 e 10 maggio 1896 e approvato dalla Giunta provinciale
amministrativa di Perugia il 12 giugno 1986.
Dallo statuto di epoca fascista sappiamo che l'ente aveva lo
scopo di curare gli interessi della collettività degli utenti ad esso associati;
provvedere alla conservazione ed al miglioramento del patrimonio collettivo;
promuovere e curare la razionale utilizzazione dei boschi e dei pascoli;
aministrare i beni destinando le rendite a provvedere alle spese per il
miglioramento del patrimonio stesso e dei pubblici servizi della frazione di
Campitello, per il pagamento delle imposte e tasse, per la manutenzione delle
strade vicinali, per il mantenimento delle fonti, per le opere di culto e di
beneficenza consuetudinarie, per il regolare andamento dell'amministrazione
sociale. Il patrimonio della Comunanza era allora costituito da due pezzi di
terra situati nella parrocchia di Campitello: il primo denominato "Vallescura",
boschivo e pascolivo con piante di alto fusto e cedue; il secondo denominato "Le
rave", di natura cespugliosa e in parte con piante cedue. La gestione dell'ente
era ffidata ad un presidente, un segretario, un esattore tesoriere ed uno o più
guardiani.
La Comunanza è ancora oggi attiva e gestita secondo lo statuto ufficiale.

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